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DIODO RADDRIZZATORE

Il diodo è realizzato con una semplice giunzione PN. Il terminale collegato al semiconduttore di tipo P prende il nome di anodo (A), mentre il terminale collegato al semiconduttore di tipo N prende il nome di catodo (K).

GIUNZIONE PN

DIODO RADDRIZZATORE

DIODO RADDRIZZATORE

La sua funzione come raddrizzatore è molto semplice: consentire il passaggio di corrente in un solo verso, dall'anodo al catodo.

simbolo del diodo raddrizzatore
simbolo del diodo raddrizzatore

Pertanto si avrà circolazione di corrente solo quando l'anodo risulta positivo rispetto al catodo. In questo caso si parla di polarizzazione diretta (immagine a sinistra). In caso contrario, cioè catodo positivo rispetto all'anodo, si parla di polarizzazione inversa (immagine a destra).

polarizzazione diretta e inversa

La curva caratteristica, che rappresenta il funzionamento di un diodo, è quella in rosso nell'immagine seguente:

curva caratteristica del diodo

In pratica vediamo come varia la corrente I nel diodo al variare della tensione V applicata. Notiamo che un diodo, anche se polarizzato direttamente, non conduce fino al raggiungimento della tensione di soglia Vs (zona B evidenziata in giallo). Questa tensione vale circa 0,7 volt per i diodi al silicio e 0,25 volt per i diodi al germanio.
Superata la tensione di soglia il diodo conduce (zona A evidenziata in verde).
Se il diodo viene polarizzato inversamente non conduce o, comunque, la corrente inversa è normalmente trascurabile (zona C evidenziata in rosa).
Nei diodi utilizzati come raddrizzatori non bisogna raggiungere la zona D di breakdown (in viola), nella quale la corrente assume valori elevati.

sicurezza elettrica ing. Vito Barone


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